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venerdì 3 giugno 2011

A te, che hai il coraggio della parola

Di tanto in tanto amavo tessere maniche di
rugiada, affinché un prezioso tessuto potesse
custodire il fresco profumo del primo mattino,
quel primo mattino che rubava i sogni, senza
restituirli mai.
Fili evanescenti, di un broccato perlaceo e
raffinato, lasciavano tra le dita l’odore
insolito della notte condivisa.
Sulla sua bocca dischiusa, animata dai sospiri dei
sogni, la parola riflessa del silenzio: le verdi foglie,
sfiorate dall’aria lieve, iniziarono a tremare,
inspiegabilmente.
(Mariella Soldo)
(Tutti i diritti riservati)

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