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lunedì 9 gennaio 2012

CELESTINE, Associazione culturale Babele


Sabato 14 gennaio 2012
ore 21:00
Teatro Sociale di Fasano (BR)

Nell'ambito del progetto di formazione e promozione del pubblico "Allons Enfants", l'Associazione Culturale Babele propone lo spettacolo "Celestine", di Mario Moretti e Mimmo Mongelli, liberamente tratto da "Diario di una cameriera" di Octave Mirbeau, con Antonella Maddalena e le scene e i costumi di Tommaso Lagattolla. Regia di Mimmo Mongelli.

Lo spettacolo debutterà sabato 14 gennaio 2012 alle ore 21,00 al Teatro Sociale di Fasano (BR), con replica domenica 15 gennaio alle ore 18,00.
Ingresso: 10 €
Per info e prenotazioni: 080-8977928


CELESTINE

Celestine è quel che si dice un personaggio a tutto tondo, di concreta materia realistica ed espressione di un gusto satirico che nella Francia dell'800 ha trovato grandi cultori, da Balzac a Daumier. Il compito della Femme de Chambre (cameriera) Celestine, è quello di descrivere, attraverso i suoi impieghi, la borghesia e la bassa aristocrazia del tempo di Mirbeau, quello scintillante della Belle Époque: i loro difetti, volgarità, cupidigie.

Nell'affidare questo compito alla sua creatura, il grande romanziere scaglia così strali contro questi ceti, che non sembrano affatto all'altezza del ruolo che la storia ha loro affidato, viziati come sono dall'origine alquanto opaca delle proprie fortune, prodotto di affari e risorse di dubbia provenienza. La cosa sorprendente è che la galleria di personaggi e situazioni che Celestine descrive nell'ora e un quarto di spettacolo, rassomiglia a tanta altra borghesia europea e non solo dell'800, ma di tutto il '900 e fino ai giorni nostri.

Tra i momenti di scintillante verve e quelli di intensa drammaticità che l'attrice Antonella Maddalena ci propone con questa sua performance, lo spettacolo, che si avvale del testo del noto drammaturgo Mario Moretti e del sottoscritto, curatore anche della regia, vuole fornire proprio momenti di divertita riflessione sulle sorti odierne della nostra civiltà. Questa, in quanto governata da protagonisti sociali, quali quelli che si incontrano nella pièce, risente di tutta la loro problematica fragilità e inadeguatezza. Il profetico scetticismo di Mirbeau, giustamente tanto apprezzato dalle avanguardie storiche che, prima di altri, nel '900, avvertirono che l'umanità si incamminava su una strada di follia e per questo la celebrarono, ha garantito al romanzo di avere consensi ovunque e in tutte le epoche, proprio perché nessuno, proprio nessuno, nel secolo appena trascorso, avrebbe potuto dire di non avere qualcosa di quei personaggi e del "bel" mondo in cui essi vissero.

--Mimmo Mongelli



2 commenti:

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