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martedì 6 dicembre 2011

LUCANIA SENZA VELI


Terra di falchi e di nuvole imprudenti.
Terra d’aria limpida che ossigena l’ideale
e coltiva gli acri sconfinati del pensiero.
Terra squarciata d’ombre e di contrasti:
un dio burlone e bicolore ha mescolato con astuzia
dolcezze di curve ad erosioni di terre brulle,
la seta verde delle colline rigate
al giallo ocra di pietre succhiate dal sole,
salite faticose verso il cielo
a discese brutali incontro agli inferi.
Sei come tutte le donne che t’hanno abitata…
lieve e testarda,
orgogliosa e dolcissima,
concentrata e sfuggente.
Meriti senza nebbie tutto il rispetto che ti nutre.
I rapaci avidi planano felici tra le braccia dei santi
nel vento sincero e rarefatto delle tue vallate.
Lunghi trafori senza luce
scavano i fiori delle tue viscere
dove nel buio più fondo
si legge la sacra verità del tuo apparire.
Seguo le indicazioni dell’istinto…
e d’improvviso
si offre allo stupore dei miei sensi la poesia di un fiume terso
che scivola danzando tra le pietre e i pini,
e gli occhi neri dei briganti ancora vivi
cantano la tua storia di donna predata e Madre
e scorrono sotto le vene scure
dei boschi che s’affondano nella tua carne verde.
Adorabile Femmina ferma su ponti sospesi…
smalto verde
rossetto viola
e cuore nero
sono il tuo mistero da leggere e da fuggire,
ma l’ostilità delle tue forme doppie lascia presagire
che non da tutti gli uomini ti lascerai scoprire
 
(Barbara De Palma)

martedì 15 novembre 2011

LEICA 24x36 (24 talenti per 36 fotografie)


Barbara Paveri si occupa della comunicazione d’immagine, sviluppo grafico e campagne promozionali per diversi studi grafici e teatri fiorentini. La fotografia insieme alla pittura è diventata negli anni un pretesto per realizzare lavori personali attraverso una ricerca che esplora il rapporto tra l’uomo e l’ambiente metropolitano.
Per votarla digitare:  http://www.lab.leica-camera.it e cliccare su mi piace

sabato 5 novembre 2011

mujer desnuda sobre pasto medio lado

Tirada en la maleza
con sus pechos desnudos
fatigada descansa
como en su lecho.

Cantos del bosque
en sus nocturnos silbidos,
gotas de lluvia
corren por su boca.

Tierra sembrada
con puños vividos,
dulce pasto
del fruto prohibido
allí, en su boca. 

(Teresa Cifuentes Plá)

mercoledì 12 ottobre 2011

A te, custode della bellezza - di Mariella Soldo

Antonio Manzi, Custode di Attimi

A te, custode della bellezza,
solitario nella dimora orfana
di parole,
confido il mio segreto:
mi duole in petto l'illusione
maligna di questo tempo.
Dovrei carpire dal tuo mondo,
spinta da un remoto desiderio,
il mistero del silenzio,
e portarlo in me, come
indistruttibile gemma della
vita:
quella sacra, quella profana.

Mariella Soldo
tutti i diritti riservati

giovedì 6 ottobre 2011

BACIO GOTICO di Bacio di Dama

canstockphoto.it

Paralume di sole in bianco e nero
nascondo
la mia felicità per un giorno ancora.
Monotono bagliore,
sensualità persa tra file di bracciali,
collo d'orchidea opaca
assente
riposa.

B.d.D.

lunedì 26 settembre 2011

STRANEZZE DELLA VITA (di G.G.G.G)


Stranezze della vita

L'ex mi chiama come ruota di scorta, sostituibile.
La giovincella va in chiesa, io no.
La frullameningi e' preziosa, e lo fa un poco.

La bella appare rapida tra una nuvola e l'altra sulla sua scopa.


SOB! 
(save our bottom)
G.G.G.G.

martedì 30 agosto 2011

Venus por Gloria MilàdelaRoca


Su boca de agua
dormida
deshabitada
entretiene la lujuria
con melodías

Ofrece su mirada
hospedaje de ligerezas
en la noche negra
devora machos

Encanto prieto
corona viva
limbo de pecados

Dirige un juego de cartas
en la isla de la utopía

Gloria MilàdelaRoca

mercoledì 24 agosto 2011

LA DONNA DELLA MIA VITA



Ogni giorno mi preparo
come ci si prepara per un grande appuntamento:
acqua di muschio bianco, 
miele tra i capelli,
ben truccata, e nessun gioiello
per la sua pelle nuova e delicata.
Mi preparo con cura, sì!
Prima o poi scenderà!
Scenderà in un Olimpo rovesciato
dove si scende, e non si sale:
l'Olimpo di quella riserva d'amore 
che ancora non ho dato.

E' all'improvviso  che la vedo:
piccola come la regina dei fiori,
scheggia di dolcezza senza strategia,
ammaliatrice inconsapevole,
perla di mare tra lenzuola rosa.
Le braccia grandi di sua madre
- ignoranti d'esperienza e non d'amore -
mi regalano il cielo dei suoi occhi neri
dove l'azzurro risplende comunque,
noncurante delle macerie.
Nel suo sorriso il sole,
sulle sue labbra un petalo di cuore disegnato dai poeti.
E' lei.... la donna della mia vita!

Zia B. (Barbara De Palma)

domenica 24 luglio 2011

Paloma Negra de Amelia Arellano

 Chavela Vargas, photo

Traigo una paloma negra.
Sangrándome en el pecho.
Espejo. Antiguo ser. Torcaza desterrada.
Aletea. Cae. Garabatea mi inocencia con minúscula. Se levanta.
Evita los abismos de mi carne.
Sabe. No se improvisa el vuelo. Tampoco, hay cumbres imposibles.
Hay un afuera que golpea. Golpea, muy adentro.
Hay mujeres con zodíacos truncados.
Dioses de cenizas. Pórticos cerrados.
Manos con anillos, zurcidoras de azahares.
Vientre madre sandía, mente padre lenteja.
Cleopatra copula en los andamios.
Blanca nieve es supervivencia. No enloquecer, enloqueciendo.
Isadora aun no emprende el vuelo.
El letargo tiene sabor amargo.

venerdì 15 luglio 2011

All'orizzonte si intravede il mare


ALL' ORIZZONTE S'INTRAVEDE IL MARE

"Marlboro" e "Stradivari"...
e quei sensibili profumi fusi
sguscianti da contenitori di fortuna
appena aperti
e già vibranti.
Quando la vita non si riconosce che da un soffio,
a corteggiare l'occhio bambino basta poco,
e ti ritrovi a masticare strade mai percorse
seguendo odori auguranti fortuna.
"C'è ancora tempo per morire!"...
... e il sole parlante
bacia un nuovo battito d'ali di farfalla
ribattezzando dèmoni in cerca di pace
nella luce elegante
del nuovo giorno che viene...
da lontano.

E all'orizzonte...
s'intravede il mare.
(Barbara De Palma)

lunedì 11 luglio 2011

STORDIMENTI

Gianni Armei, "Il sole nero"
 
Non una nuvola…
ma il sole era nero
e nelle curve terse di un mattino pieno
la strada per il mare la indovinavo appena
… ombre sulle dune
e miraggi ingannatori…
in viaggio
verso inesorabili perdite di memoria
a cancellare quelle rocce
che curvano di cala in cala
costeggiando i flutti.
Larghi cerchi scuri a vetri…
daranno buona pace a ciò che non deve più fluire.

Ora, dentro le venature perlacee delle unghie
leggo un’ipotesi di mondo
dove mi correggo
o mi corrompo,
dove mi disegno
o mi spavento.
Il cielo sa di queste virgolette
e ride…
ride tra le parentesi
di mille storie uguali alla mia.
Lo guardo negli occhi
come si guarda una donna perduta,
e giocando a ridere con lui,
mi riguadagno un'altra piccola porzione
di vita.

(Barbara De Palma)